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Il metodo della “strategia delle vie”:

         Il metodo della “strategia delle vie”, elaborato dopo vari anni di esperienze cliniche, costituisce un programma terapeutico che si integra con la dinamica miasmatica nella metodologia omeopatica. Attraverso tale programma è possibile interpretare la storia dell’individuo, evidenziandone i momenti fondamentali nella genesi della dinamica presentata. Attraverso tale programma diviene possibile una lettura ordinata della Materia Medica, consentendoci di orientarci in modo più ordinato e preciso nella ricerca del rimedio più simile al comportamento globale dell’individuo, sulla base del peso che nei rimedi acquistano i contenuti caratteristici di ogni via. Il programma delle vie emerge come soluzione precaria alle varie problematiche che si sviluppano nel corso dell’esistenza.

Si rimanda ai testi scientifici pubblicati per un approfondimento dell’argomento.

In questa sede riassumiamo i contenuti del programma.
Diversamente dalla metodologia clinica della medicina chimica che tende a circoscrivere i problemi affrontandoli in una prospettiva locale, la metodologia omeopatica prende in considerazione l’unità dell’individuo e la sua storia, al fine di comprendere il senso ed il significato della sua malattia: una conoscenza dell’ammalato all’interno del suo ambiente, una comprensione dei suoi problemi, delle sue aspettative più o meno frustrate, del suo livello di apprendimento e delle sue possibilità elaborative.
Il vissuto di un individuo diviene un elemento centrale nella metodologia omeopatica: in particolare il periodo evolutivo assume un ruolo fondamentale per uno sviluppo ottimale di un sistema vivente.
Centrale è l’acquisizione di una ottima maturazione dell’asse ascolto-linguaggio, sistema ordinatore fondamentale dell’essere umano, attraverso cui gli entra in comunicazione con l’ambiente esterno e con la sua dimensione interiore.
Possiamo riconoscere un duplice circuito dell’ascolto:

  • Grande circuito: asse ascolto-memoria-linguaggio sintonizzato verso l’esterno per cui un flusso di informazioni provenienti dal campo veicola al soggetto messaggi prodotti dagli altri esseri viventi (presente).
  • Piccolo circuito: asse ascolto-memoria-linguaggio sintonizzato sulla propria voce interiore, sui messaggi trasmessi dalla propria memoria e sul suo vissuto soggettivo (passato).

L’integrazione dei due circuiti determina la qualità del contatto nel campo e condiziona le caratteristiche del proprio vissuto e della propria capacità di agire.
È possibile riconoscere due tipi di relazioni individuo-campo:

  • Relazione di tipo introverso con dominanza dell’ascolto interno e polarizzazione sul passato, sulla riflessione, sul distacco, sull’elaborazione.
  • Relazione di tipo estroverso con dominanza dell’ascolto esterno e polarizzazione sul presente, sull’azione, sull’aggrappamento, sugli automatismi.

          L’esistenza di due processi di ascolto (interno ed esterno) e la presenza di un “coro di voci” nella rappresentazione mentale, può generare processi conflittuali, interferenze, rumori, zone di ambiguità…… che possono o disturbare la dinamica psicoemotiva o riverberare sul soma danneggiandolo. In mancanza di un idoneo apprendimento per fornire una risposta coerente, l’organismo ricorre agli automatismi, ovvero a schemi collaudati di azione organizzati in un rigido comportamento mentale. Definiamo via (ovvero una sorta di copione) tale modalità comportamentale. Nella “via” il vissuto di un individuo viene definito in modo abbastanza preciso; diviene un programma, definito nei vari aspetti, che detta le direttive alla struttura biologica.
La strategia di una via, il copione, si pone come una mediazione tra ciò che si immagina e/o si desidera e ciò che oggettivamente si è in grado di realizzare, tra la dimensione individuale e l’esigenza sociale, tra le necessità autoconservativa e la spinta a cooperare.
Normalmente la scelta di una determinata strategia (via) emerge sulla base di una elaborazione critica delle informazioni che provengono dal campo.

Possiamo concludere affermando che è in atto una grandiosa rivoluzione scientifica, in particolare nel settore della medicina e della psicologi, destinata a scuotere le “solide basi” del pensiero scientifico moderno, e a indicare una nuova prospettiva, un nuovo schema concettuale di riferimento, idoneo a superare il paradigma dualista, ripristinando l’unità psiche-soma del vivente.